Esiste il metodo perfetto?

All’interno del panorama della didattica del canto ci ritroviamo circondati da una moltitudine di informazioni sul corretto insegnamento, e da innumerevoli metodi che si propongono di aiutarci a risolvere le difficoltà che incontriamo nel nostro cammino di studio.
E’ molto difficile riuscire a districarsi in questa giungla di informazioni, per questo ho pensato di creare un piccolo vademecum su i vari metodi di canto che al momento troviamo nel nostro territorio nazionale.

La prima domanda che mi sono posta quando ho deciso di dedicarmi non solo alla performance ma anche all’insegnamento è stata :

Nonostante studi canto da diversi anni, e mi esibisca da quando ne ho memoria la mia risposta è stata negativa. Per quanto i miei studi fossero più che approfonditi e fatti con docenti di tutto rispetto mi sono immediatamente resa conto che spiegare tutto quello che sapevo fare, in gran parte in modo naturale, non sarebbe stata una passeggiata.
Ho deciso così di cercare dei corsi privati di specializzazione dedicati all’insegnamento, visto che a livello ministeriale nel nostro paese non vi è un percorso strutturato e dedicato alla didattica del canto.

Questa scelta mi ha portato a confrontarmi con la dura realtà dei metodi di canto.

Semplicemente perché ne esistono veramente tanti. Alcuni molto tecnici, altri di stampo olistico, ed ognuno (o quasi) di essi propone un percorso specifico per diventare insegnante di quel particolare metodo.

Un metodo non è altro che un procedimento che segue degli schemi ben ordinati, per ottenere un preciso obiettivo, nel nostro caso cantare bene.

Qualcuno ha davvero trovato il sistema che ci permetta seguendo degli schemi predefiniti di diventare effettivamente dei cantanti e magari anche di successo???

Sinceramente, non credo proprio.

Sul nostro territorio e non solo esistono davvero dei metodi veramente validi per poter cantare in sicurezza e poter migliorarci, ma non credo che qualcuno sia riuscito a raggiungere la perfezione, perché ogni metodo ha dato qualcosa alla didattica del canto, approfondendo certi argomenti ma tralasciandone altri.

Il problema sostanziale che un pò tutti ci siamo posti è:

La mia risposta è molto semplice:

Un metodo è valido quando non va contro la fisiologia vocale.

Questo non significa che la lezione di canto debba essere una conferenza di foniatria, ma se un metodo dice di fare delle cose che sono contrarie alla natura meccanica di quel suono, gesto, movimento, molto probabilmente è nato dalla mente di un incompetente.

Questo non significa che un buon metodo sia solo fisiologia. Il mondo della voce è molto piú complesso di quello che sembra, e secondo la mia visione deve considerare l’essere umano nella sua interezza, ma avremo modo di parlarne in seguito…e tantissime volte!😊

Mi rendo conto che non tutte le persone che si approcciano al canto hanno una consapevolezza generale di come funzioni il corpo umano nel momento della fonazione, quindi il consiglio che do sempre ai miei allievi è:

Finita la lezione mi sento affaticato? Mi fa male la gola? Perdo spesso la voce? La mia estensione vocale è diminuita? Ecco, se rispondi si ad una di queste domande evidentemente c’è qualcosa che non va.

Non è detto però che sia il metodo di per sé ad essere sbagliato, raramente un metodo è totalmente in errore, molto spesso sono gli insegnanti a non essere sufficientemente formati.

In Italia l’insegnamento delle arti è libero, e questa è una cosa meravigliosa scaturita dalla mente illuminata dei nostri padri costituenti che non volevano assolutamente ritrovarsi ad avere un élite di intellettuali obbligati a sostenere idee di stato (come avvenne durante il fascismo).
Il problema è che negli ultimi anni si è perso il senso comune della responsabilità e moltissimi cantanti, nei migliori dei casi, decidono di insegnare senza avere una formazione specifica, mettendo a rischio la salute vocale degli allievi. Da notare che per formazione specifica non intendo il Diploma Accademico preso in Conservatorio, ma un percorso specifico per la didattica, ma di questo ne parleremo prossimamente.
Per questo personalmente consiglio la scelta del vostro percorso di studio non solo in base al metodo ma in base all’insegnante, andando a guardare non solo il suo carattere e il suo modo di cantare ma anche il curriculum specifico per la didattica.
Lo studio rende liberi, ricordatevelo sempre.

Quindi dalla mia esperienza ho potuto constatare che:

  • Non esiste il metodo perfetto, ma tantissimi metodi estremamente validi, di solito quelli più conosciuti, insegnati nelle università di tutto il mondo ( SLS, EVT, PROEL…)
  • Esistono metodi farlocchi, che vanno contro la fisiologia vocale e sono nati esclusivamente a scopo di lucro. (ATTENZIONE!!!)
  • Pur esistendo metodi validi, molte volte gli insegnanti non sono preparati adeguatamente.

Per questo nei prossimi articoli cercherò di parlarvi dei vari metodi di canto presenti sul territorio in modo più specifico, confrontandomi con docenti certificati e naturalmente dandovi una mia personale opinione.

Un abbraccio

Un pensiero su “Esiste il metodo perfetto?

  1. Alessio Cervelli dice:

    Mi trovo molto a mio agio coi contenuti di questo articolo. E’ la competenza, l’esperienza e la versatilita’ dell’insegnante nel comprendere ad ascoltare innanzitutto l’allievo che ha di fronte, a fare la differenza. Tante sfumature cosi’ come infinite sono le persone, e ciascuna e’ una ricchezza, prima di tutto per l’insegnante che e’ chiamato a lavorarci insieme.

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