Il viaggio, il desiderio e la volontà…

Martedì è il giorno che preparo lo zaino blu, prendo la mia amata Toyota e guido circa un’ora per andare a Pontassieve, sede di una delle scuole nelle quali lavoro. Non posso fare a meno di pensare a quanti chilometri ho macinato con questa povera macchina, a quanti viaggi ho fatto in solitudine per la mia passione, il mio lavoro…

Ripenso  quindi alle mattine fredde a Santa Maria Novella per prendere il treno per Vedano Olona, la città del mio maestro, ma anche quelli in macchina verso Ravenna quando frequentavo Vocologia Artistica, le ore  verso le varie masterclass in giro per l’Italia, i concerti in lungo e largo per l’Italia e soprattutto per la Toscana. 

ragazza che guarda l'orario dei voli.
Foto di Jan Vašek da Pixabay 

In questo momento i viaggi sono praticamente sospesi, i concerti ce li possiamo sognare ed i corsi che sto seguendo sono praticamente solo online. Per quanto – secondo me – fosse l’ora che sfruttassimo la modalità online per l’università e certi tipi di corsi,  mi manca alzarmi presto la mattina, fare il pieno e partire, scrivere e leggere in treno guardando fuori dal finestrino. 

Spesso amici e conoscenti rimangono colpiti dalla quantità di chilometri e di corsi che faccio e spesso mi rimproverano dicendomi: ma chi te lo fa fare? Quanta forza di volontà hai?Io non ce la farei… 

La mia risposta è sempre questa: 

Quando amiamo quello che facciamo la volontà non serve!

Foto di me mentre medito in giardino

Quando il desiderio è forte – anzi fortissimo – non c’è quasi bisogno di volontà, perché quattro ore di viaggio all’andata e quattro al ritorno, per una lezione di canto da un ora e mezza con quella persona, non è niente rispetto al non farlo. Perché quel momento è quello che desideri, che brami, che ami fare… un pò come quando siamo innamorati, faremo qualsiasi cosa per l’altro e non ce ne rendiamo nemmeno conto!

Non mi è mai pesato quindi fare lunghi viaggi per suonare, per andare ad insegnare nelle scuole, specialmente all’inizio della mia carriera, dove avevo un’inesauribile fame di voci, perché Il viaggio è un momento solo mio, nel quale posso telefonare a qualche amico che non sento spesso, posso ascoltare un disco, posso pensare, osservare le strade, le vite, i negozi, i musei, oppure non fare niente, uscire da me stessa…

Foto di me mentre canto al pianoforte.

E voi? Avete qualcosa che amate fare così tanto che non sentite il sacrificio per quello che fate? Sinceramente vorrei amare molte più cose in questo modo, sarebbe bellissimo essere spinti in tutto quello che facciamo semplicemente dall’amore…

Alla prossima

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